XIV domenica del T.O./C: dall’ “io” al “noi”

missione.jpgDal Vangelo secondo Luca                            (Lc 10,1-13.17-20)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Breve commento

Dopo aver assunto la ferma decisione di dirigersi a Gerusalemme, Gesù continua a chiamare i collaboratori della sua missione. Il numero dei designati non è per nulla casuale. Sono 72, come il numero dei popoli della Terra, secondo la tradizione dell’Antico Testamento. Il messaggio è chiaro: il Vangelo è per tutti i popoli. Nessuno può essere escluso dell’annuncio della salvezza. Questi discepoli vengono inviati a due a due: un dettaglio importante, che ci dice qualcosa di importante in riferimento alla fede evangelica: essa ha sempre una dimensione oggettiva. Non può assolutamente reggersi sull’onda dell’emozione o delle impressioni personali. L’identità “plurale” e comunitaria della fede cristiana la rende solida e immune da tutto ciò che sa di illusione e autosuggestione, garantendo alla testimonianza quella fisionomia che dall’”io” va verso il missio“noi” ecclesiale. Già queste suggestioni iniziali della Parola ci aiutano ad interrogarci sul nostro modo di essere cristiani e testimoni: siamo in questa dinamica ecclesiale, fraterna e comunitaria, oppure rimaniamo chiusi nelle nostre visioni e sensibilità personali, che per quanto possano essere valide e fondate, mancano del confronto “critico” col “noi ecclesiale”? Parlando ai missionari, Gesù utilizza due imperativi: pregate e andate! Prima di ogni azione missionaria, il discepolo di Cristo bussa al cuore del Padre con la preghiera. Dal dialogo con Lui scaturisce il movimento di annuncio all’umanità, spesso diffidente e, a volte, ostile. L’essenzialità e la disponibilità totale del discepolo alle esigenze della missione lo rendono capace di portare frutto e dissodare il terreno di tanti cuori. La gioia del discepolo, infine, non sta nella spettacolarità dei prodigi che egli compie, quanto nella bellezza trasparente dell’essere in comunione con Dio, iscritti nei registri celesti della sua amicizia.


Bene-dire (a cura di don Francesco Diano)

Il seme
La fecondità della nostra piccola vita, una volta riconosciuta e vissuta come la vita di colui che è Amato, va oltre qualunque cosa si possa immaginare. Uno dei più grandi atti di fede è credere che i pochi anni che viviamo su questa terra sono come un piccolo seme piantato in un suolo molto fertile. Perché questo seme porti frutto, deve morire. Noi spesso vediamo o sentiamo solo l’aspetto finale della morte, ma il raccolto sarà abbondante anche se noi non ne siamo i mietitori.

(H. J.M. NOUWEN, Sentirsi amati, Brescia, Queriniana, 2005, 101)

 

Preghiera
A causa del tuo amore infinito, Signore,
mi hai chiamato a seguirti,
a essere tuo figlio e tuo discepolo.
Poi mi hai affidato una missione
che non somiglia a nessun’altra,
ma con lo stesso obiettivo degli altri:
essere tuo apostolo e testimone.
Tuttavia l’esperienza mi ha insegnato
che io continuo a confondere le due realtà:
Dio e la sua opera.
Dio mi ha dato il compito delle sue opere.
Alcune sublimi, altre più modeste;
alcune nobili, altre più ordinarie.
Impegnato nella pastorale in parrocchia,
tra i giovani, nelle scuole,
tra gli artisti e gli operai,
nel mondo della stampa,
della televisione e della radio,
vi ho messo tutto il mio ardore
impiegando tutte le capacità.
Non ho risparmiato niente, neanche la vita.
Mentre ero così appassionatamente immerso nell’azione,
ho incontrato la sconfitta dell’ingratitudine,
del rifiuto di collaborazione,
dell’incomprensione degli amici,
della mancanza di appoggio dei superiori,
della malattia e dell’infermità,
della mancanza di mezzi…
Mi è anche capitato, in pieno successo,
mentre ero oggetto di approvazione,
di elogi e di attaccamento per tutti,
di essere all’improvviso spostato
e cambiato di ruolo.
Eccomi, allora, preso dallo stordimento,
vado a tentoni, come nella notte oscura.
Perché, Signore, mi abbandoni?
Non voglio disertare la tua opera.
Devo portare a termine il tuo compito,
ultimare la costruzione della chiesa…
Perché gli uomini attaccano la tua opera?
Perché la privano del loro sostegno?
Davanti al tuo altare, accanto all’Eucaristia,
ho sentito la tua risposta, Signore:
«Sono io colui che segui e non la mia opera!
Se lo voglio mi consegnerai il compito affidato.
Poco importa chi prenderà il tuo posto;
è affar mio. Devi scegliere me!».

(Card. F. X. Nguyen Van Thuan)

 

Un pensiero riguardo “XIV domenica del T.O./C: dall’ “io” al “noi”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close