Caritas Veritatis

L'amore della Verità cerca l'ozio santo (Sant'Agostino)… blog di riflessioni, pensieri e condivisioni cristiane..


VI domenica del T.O./B: Se vuoi, puoi purificarmi

Dal vangelo secondo Marco (Mc 1, 40-45)

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Commento

Un lebbroso, come un bambino nato morto, segnato da questa infezione purulenta che sfigura il corpo e distrugge l’anima, per le conseguenze di solitudine ed emarginazione sociale che porta su di sé, è il personaggio che apre la pagina evangelica di questa domenica. Presentandosi davanti a Gesù per supplicare la guarigione, in poche parole il lebbroso esprime tutto il senso della preghiera cristiana: un atto di umiltà, di fede nella potenza divina e di resa totale alla sua suprema volontà. Il Maestro non rimane sordo e indifferente al grido di questo sofferente che lo supplica con sincerità e nella verità. Gesù manifesta tutta l’abbondanza della sua misericordia, tocca la sua carne ferita con la mano divina e lo purifica. La divina volontà di Gesù vibra in maniera concorde col desiderio sincero di quest’uomo. Il bene vero del lebbroso, compiutosi nella guarigione operata da Gesù, coincide con il suo desiderio più profondo, ma soprattutto con la divina volontà. Questa è una scuola per la nostra preghiera: nel nostro dialogo con Dio siamo chiamati anzitutto a credere che Lui è il Signore, che ha la capacità di realizzare il nostro vero bene e che a Lui dobbiamo affidarci senza riserve, sapendo che anche i nostri desideri più profondi e intensi potrebbero non coincidere con il nostro vero bene, che solo Lui conosce. È questo il senso dell’invocazione della preghiera che Gesù ci ha insegnato e ripetiamo più volte al giorno: “sia fatta la tua volontà”. Dopo la purificazione, Gesù chiede al lebbroso il silenzio e l’obbedienza alle prescrizioni della legge. Mediante il silenzio il Signore vuole promuovere questa dinamica spirituale chiara al lebbroso fin dal momento iniziale del suo contatto con Lui, esponenzialmente più importante della fama del suo potere taumaturgico. La gioia della vita ritrovata, però, diviene per il guarito il motivo di un annuncio irrefrenabile: ogni volta che facciamo una vera esperienza della Misericordia di Gesù non possiamo trattenere questo entusiasmo per noi, ma siamo portati a condividerlo e testimoniarlo ai nostri fratelli. È questa la gioia del Vangelo che cammina per le strade del mondo e i rivoli della storia, sin dal ministero pubblico del Figlio di Dio.



Lascia un commento