Caritas Veritatis

L'amore della Verità cerca l'ozio santo (Sant'Agostino)… blog di riflessioni, pensieri e condivisioni cristiane..


IV domenica del T.O./B: una Parola che libera

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,21-28)

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Commento

L’insegnamento è parte integrante del ministero pubblico di Gesù, nostro Maestro e Signore. Egli viene a rivelarci il volto del Padre, a spiegarci le vie del Regno. Il suo insegnamento genera stupore, perché è offerto con autorevolezza. Non c’è differenza in Lui tra quello che insegna e quello che vive. Egli non ci offre parole, come fanno tanti maestri antichi e nuovi, ma dona se stesso come la Parola Vivente del Padre. Questo insegnamento è potente ed efficace, illumina, esorta e consola, ma soprattutto sconvolge le potenze del male. La Parola di Gesù creatrice e redentrice mette in fuga gli spiriti immondi, che si nutrono di ipocrisia e falsità, di ambiguità e doppiezze. “La più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste”, scrisse l’autore francese Charles Boudelaire (1821-1867). Tanti di noi cadono in questo inganno, ma quando lasciamo spazio alla Parola di Gesù nella nostra vita, proprio come nella sinagoga di Cafarnao, ecco che le macchinazioni e le illusioni del maligno vengono svelate e si sciolgono come neve al sole. La Parola di Dio ha in se stessa questa forza liberante ed esorcizzante: non c’è nulla in comune tra Cristo e il maligno. San Paolo lo dice con chiarezza: “quale rapporto può esserci tra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Béliar?” (2Cor 6,14-15). Quando apriamo con sincerità e onestà il cuore alla Parola, Gesù mette a nudo i compromessi che si annidano in noi, ci permette di riconoscere i nostri peccati e le nostre mancanze di amore, rimettendoci sotto la sua ala protettiva, che mette in fuga il male. Quanto più entriamo nella luce di Dio, tanto più dovremo star pronti all’irruenza delle tentazioni diaboliche, che vorrebbero alimentare l’incoerenza e l’ambiguità in noi. Lasciamoci guidare sempre da ciò che è semplice, discreto, umile e lineare nei nostri progetti di bene e nelle nostre scelte. Vivendo il Vangelo “sine glossa”, con la semplicità disarmante dei bambini, non lasceremo spazio agli attacchi del principe della menzogna in noi e nelle nostre relazioni.



Una replica a “IV domenica del T.O./B: una Parola che libera”

  1. “Questo insegnamento è potente ed efficace, illumina, esorta e consola, ma soprattutto sconvolge le potenze del male. La Parola di Gesù creatrice e redentrice mette in fuga gli spiriti immondi”

    Grazie Don Luciano che ai aiuti a seguire l’insegnamento e la Parola di Gesù che ci libera da ogni male.
    -Samy

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