Beata Vergine Addolorata: quando il dolore diventa amore

di don Tiziano Cantisani

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Beata Vergine Addolorata, sec. XVII, Chiesa di San Nicola di Bari – Lauria (PZ)

Una delle esperienze più forti della nostra povera e fragile umanità è il dolore, sia quello che ci riguarda personalmente che quello dei nostri affetti. È un’esperienza che può cambiare la vita.

Tante volte capita che le ferite provocate da questo si trasformino in piaghe che infettano tutta la vita. Ci si chiude nel dolore e si è sempre più amareggiati verso tutto e tutti. C’è un autore inglese, C.S.Lewis, che descrive bene questo cambiamento. Durante le sue conferenze, parlando del dolore diceva che era necessario, che il dolore era come i colpi dello scalpello dello scultore su un blocco di pietra. I colpi che ci fanno così male servono a far uscire fuori la scultura. Quando poi la sua giovane moglie si è ammalata ed é morta ha espresso tutta la forza del suo dolore e della sua rabbia arrivando a scontrarsi fortemente anche con Dio.

cuore-con-spada-per-addolorata.jpgLa memoria della Beata Vergine Addolorata ci mostra che il dolore non può diventare una tomba, ma che ci si deve aprire all’amore e alla Vita. A lei che vede il suo Figlio innocente condannato come il peggiore dei malfattori morire in croce viene detto dal Figlio stesso “Donna ecco tuo figlio”. È una consegna, ma anche l’invito a non chiudersi nel dolore, a non vivere nel ricordo e nella rabbia di ciò che è stato, ad aprirsi nell’amore, a donarsi agli altri, a sperare in Colui che è Vita.

La Beata Vergine Maria ci insegna a vivere il dolore come occasione feconda per gettare in Dio tutta la nostra vita e fiducia ed aprirci al suo Amore che consola, lenisce, fascia le nostre ferite. È nel suo dolore che Maria è diventata Madre dell’umanità, di quell’umanità che soffre e spera.

 

2 pensieri riguardo “Beata Vergine Addolorata: quando il dolore diventa amore

  1. Ma chiunque abbia avuto un dolore così grande da piangere fino a non avere più lacrime, sa bene che ad un certo punto si arriva a una specie di tranquilla malinconia, una sorta di calma, quasi la certezza che non succederà più nulla.
    (C.S Lewis)
    L’importante è riuscire a cambiare ciò che si può cambiare e accettare quello che non abbiamo possibilità di cambiare. Questo ci renderà più forti e forse anche più aperti al confronto con gli altri . Un articolo davvero toccante.

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    1. Grazie del commento.. sarebbe bello se ti identificassi

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